sabato 11 dicembre 2010

SUL CONCETTO DI FASCISMO ECONOMICO


Qui di seguito riporto alcuni appunti sulla forma che assume il dominio capitalistico nelle società mature e in particoolare in Italia. È parte del postulato che formulo sulla questione democratica come questione centrale, ma non szemplicemente come la intende quella parte di intellettualità e di società civile che riduce tutto alla difesa della Costituzione. È un aspetto più profondo e radicato nel sistema economico-sociale, tanto da avere una sua fisionomia fenomenologica, tale da riguardare l’ontologia stesso della struttura sociale.
Un'ultima osservazione: so che il termine "fascismo" è inviso a molti studiosi dell'argomento, in quanto fenomeno inscritto nel periodo storico e nel contesto socio-culturale ed economico in cui ha preso vita, nel ventennio appunto fascista. Chiedo venia ai puntigliosi, e chiedo loro di sostituire la parola "fascismo" con "totalitarismo", o "dominio economico, sociale e politico antidemocratico di un insieme di gruppi di potere finanziario e politico sul resto della società".
Mi riserverò in seguito di sostanziare meglio l'argomento sul piano della teoria economica marxiana e dell'analisi socio-politica.

IL FASCISMO ECONOMICO è la forma di dominio che assume il capitalismo a partire dalle formazioni economico-sociali più avanzate. La democrazia, in quanto soprastruttura giuridica, perde la sua sostanzialità, divenendo un mero involucro di un sistema di relazioni dominate dal danaro come sistema di potere che trascende le istituzioni formali.
Nepotismo, cesarismo, clientelismo, corruzione sono elementi dell'esercizio fascista nella società. Non più fascismo (totalitarismo) politico e sociale, che ne diventano una conseguenza, anzi spesso una dissimulazione, ma fascismo economico ferreamente piramidale, a partire dai gruppi di potere del capitale finanziario.
Le lotte portanti nella società avvengono tra queste lobbies, la lotta di classe viene normata e mantenuta in ambiti funzionali a questo grande agone che segna lo spostamento di assetti e di flussi di denaro.

Storicamente questa forma di fascismo imperniato sull'economia e sul dominio assoluto del capitale finanziario, si manifesta come processo di spoliazione ed espropriazione di risorse collettive, di risparmio e beni della collettività e dei singoli privati. In questo senso la crisi è funzione di questo grande processo di rapina. Non viceversa. Non è la necessità che guida questa oligarchia economico-fascista, ma un processo vorace e avido fine a sé stesso. Assistiamo dunque all'immiserimneto della classe media e a una divaricazione delle differenze sociali.


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